Comandante Polizia Penitenziaria del carcere di Modena: interrogazione parlamentare su reintegro in servizio nel medesimo penitenziario
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INTERROGAZIONE PARLAMENTARE Comandante Polizia Penitenziaria del carcere di Modena: interrogazione parlamentare su reintegro in servizio nel medesimo penitenziario 27/11/2018 

Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-00345
presentato da
ASCARI Stefania
testo di
Martedì 27 novembre 2018, seduta n. 91
ASCARI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

la casa circondariale di Modena è una struttura inaugurata nel 1991, costituita da dodici sezioni detentive maschili e una femminile e comprende sei sale colloqui, aree verdi, ludoteca, campo sportivo, palestra, diverse aule, teatro, due biblioteche, locale di culto e due laboratori;

secondo i dati aggiornati al 30 gennaio 2017, il personale era sottodimensionato: dei 279 posti previsti, di cui 257 di Polizia Penitenziaria, erano effettivi solo 220, di cui 204 di Polizia Penitenziaria; mentre in termini di presenza di detenuti, la struttura era sovraffollata, in quanto, sui 369 posti regolamentari disponibili, erano presenti 487 detenuti;

oltre a questa problematica, si aggiungono criticità strutturali, in particolare quelle relative: al ripristino della funzionalità degli impianti antiintrusione e antiscavalcamento del muro di cinta e all'installazione di telecamere; a un sistema di videosorveglianza dei reparti detentivi del padiglione principale all'automazione dei cancelli del padiglione principale, ai dispositivi di protezione individuale e strumenti di comunicazione; alla ristrutturazione di 2 garitte; all'adeguamento della prevenzione incendi per il gruppo elettrogeno; alla soluzione per le infiltrazioni di acqua piovana nei locali dell'impresa di mantenimento e nella sala teatro, nella cappella, nell'ex falegnameria, nel reparto semilibertà; al gruppo Ups del nuovo padiglione detentivo, al ripristino del funzionamento di 9 cancelli del nuovo padiglione detentivo; all'adeguamento dell'impianto elettrico dell'infermeria; all'impermeabilizzazione della fossa ascensore del nuovo padiglione detentivo, al ripristino dell'illuminazione del parcheggio agenti e del parcheggio pubblico esterno;

inoltre, i sindacati di categoria hanno più volte manifestato il proprio disagio nei confronti del comandante Mauro Pellegrino che recentemente è stato nuovamente destinato al comando della casa circondariale di Modena, dopo un distacco a Reggio Emilia: in passato, a seguito delle varie rimostranze da parte dei sindacati, tale soggetto era stato allontanato producendo, secondo i sindacati, evidenti miglioramenti nella gestione e nell'amministrazione dell'istituto modenese grazie alla nuova gestione da parte del comandante;

le organizzazioni sindacali hanno infatti richiesto che venisse adottato un provvedimento definitivo per allontanare il comandante Pellegrino, sulla scorta di quanto già successo per un caso analogo di incompatibilità ambientale in Emilia-Romagna, sulla scorta di alcune sentenze del Consiglio di Stato;

inoltre, come in numerose carceri italiane, sono presenti in numero cospicuo detenuti stranieri, molti dei quali utilizzano come lingua madre l'arabo; vista anche la comprovata rilevanza delle carceri quali luogo di radicalizzazione dell'estremismo islamico, secondo l'interrogante l'insegnamento della lingua araba al personale di Polizia Penitenziaria di Modena, nonché degli altri istituti carcerari italiani, potrebbe costituire un utile mezzo al fine di contrastare efficacemente questo tipo di processi –:

se intenda attivarsi al fine di porre rimedio alle carenze strutturali descritte in premessa;

se e quali iniziative intenda intraprendere in relazione alla struttura di vertice della casa circondariale di Modena;

se intenda attivarsi al fine di promuovere la formazione del personale della Polizia Penitenziaria in relazione all'insegnamento della lingua araba e alla prevenzione e al contrasto della radicalizzazione nelle carceri.
(3-00345)


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