Detenuto del carcere di Modena sferra calci e pugni alla scorta della Polizia Penitenziaria che lo aveva tradotto in Tribunale a Ferrara
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NOTIZIE Detenuto del carcere di Modena sferra calci e pugni alla scorta della Polizia Penitenziaria che lo aveva tradotto in Tribunale a Ferrara 13/11/2019 

Aggressione in tribunale ai danni degli agenti di Polizia Penitenziaria, colpiti con una serie di calci ben assestati da un detenuto, poco prima dell’udienza che lo avrebbe visto imputato per una rissa in carcere. Nuovi guai in vista per Sallah Nibit, 38enne di origine algerina, a processo insieme ad altri tre detenuti per una rissa che sarebbe scoppiata il 30 settembre del 2015 durante una partita di calcio nel campo sportivo dell’Arginone.

Un’udienza segnata da momenti di tensione: Nibit, mentre aspettava il suo turno nella camera di sicurezza dell’aula E, ha improvvisamente dato in escandescenze, accanendosi contro la scorta della Polizia Penitenziaria di Modena che lo aveva accompagnato dalla casa circondariale modenese al tribunale di Ferrara.

I quattro agenti hanno faticato non poco per fermare la furia di calci e, dopo aver bloccato a terra il 38enne, sono stati costretti a trasferirlo nella più attrezzata camera di sicurezza dell’aula B e poi direttamente nella camionetta per il ritorno in carcere perché le urla disperate dell’imputato stavano arrecando disturbo alle altre udienze in corso. Il caposcorta della penitenziaria ha assicurato una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni ai danni di un agente ferito durante il rumoroso e violento tafferuglio.

Riportata la situazione alla normalità, nonostante le “gravi intemperanze comportamentali che hanno costretto la Polizia Penitenziaria a riportare in carcere Nibit e Iordache, quest’ultimo totalmente estraneo ai fatti” come redatto nel verbale, si è potuta tenere l’udienza con la testimonianza di un agente di Polizia Penitenziaria che ha assistito alla rissa ma non ricorda i detenuti coinvolti perché “succede quasi quotidianamente e poi sono passati quattro anni”.

Alla sbarra, oltre a Sallah Nibit difeso dall’avvocato Manuel Mariano del foro di Teramo, figurano Laurentin Iordache, assistito dallo studio legale Costantino, che fra venti giorni finirà di scontare la pena di cinque anni di reclusione; Nikaj Paulin, difeso dal legale Massimiliano Orrù del foro di Rimini e detenuto nel carcere di Reggio Emilia dove sta scontando 30 anni per l’omicidio al Conad di Misano; e Abdessalem Aissaoui, difeso dall’avvocato Luca Sebastiani del foro di Bologna, che ha rilasciato spontanee dichiarazioni per raccontare una “lite tra calciatori, nessuno ha alzato le mani”.

Il giudice Andrea Migliorelli ha acquisito quindi i referti medici e le Sit (sommarie informazioni testimoniali) ma si è riservato sulla perizia medico legale richiesta dall’avvocato Manuel Mariano. Si torna in udienza il prossimo 20 dicembre per l’esame di Iordache, che avrebbe voluto rilasciare spontanee dichiarazioni ma è dovuto rientrare prima in carcere per l’agitazione di Nibit, per l’eventuale conferimento dell’incarico al perito o, nel caso l’istanza non venga accolta, per la discussione.

estense.com


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