DIA, rapporto semestrale: Madonia ancora rispettato anche se al 41-bis. L'ascesa della Stidda a Gela
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DIA, rapporto semestrale: Madonia ancora rispettato anche se al 41-bis. L'ascesa della Stidda a Gela

13/02/2019 


Madonia ancora influente anche se al 41-bis e l'ascesa della Stidda nella città di Gela che sta diventando un importante centro di sviluppo industriale. Sono due tra i molteplici argomenti presenti nell'ultima relazione semestrale pubblicata dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA) relativa ai primi mesi del 2018 e resa pubblica in questi giorni.

I due mandamenti che insistono nella parte settentrionale risentono della consolidata influenza della famiglia MADONIA e, sebbene colpiti dall’azione investigativa di contrasto, sembrano comunque pronti ad operare ristrutturazioni e riorganizzazioni dei propri assetti. Da segnalare come l’anziano capo dei MADONIA, sebbene si trovi ristretto in regime detentivo speciale di cui all’art. 41-bis dell’Ordinamento penitenziario, goda ancora “di rispetto” nell’ambiente criminale, mantenendo il proprio ruolo di vertice.

Le figure dei “capi” succedutisi nel tempo sarebbero, in qualche modo, una sua espressione e per questo investiti della “reggenza” del sodalizio con l’affiancamento di anziani sodali. Proprio in ragione della citata origine agro-pastorale della mafia nissena, le famiglie più importanti sono dislocate nella parte periferica del territorio provinciale, tanto che la famiglia del capoluogo provinciale è incardinata e dipende dal mandamento di Vallelunga, un paese di poco più di 3.000 abitanti, fortemente decentrato, nel cuore della Sicilia agricola.

LA STIDDA DI GELA

Gli altri due mandamenti, nella parte meridionale della provincia, fanno capo rispettivamente a Riesi (anch’esso centro abitato decentrato rispetto al capoluogo e caratterizzato da un’economia arretrata, causa, nel tempo, di un’intensa emigrazione della popolazione) ed a Gela, che merita una descrizione a parte per la tipicità delle organizzazioni mafiose ivi insistenti. La città di Gela, infatti, è il centro che ha evidenziato le maggiori potenzialità di sviluppo, anche industriale, della provincia, tanto che avrebbe potuto rappresentare un punto di riferimento e di traino produttivo per tutto il territorio. Il tessuto economico e sociale appare, tuttavia, pesantemente permeato e dominato da più tipi di organizzazioni mafiose, le quali si riferiscono sia a Cosa nostra, sia alla più recente, ma non per questo meno aggressiva e pericolosa organizzazione denominata Stidda, in origine composta da fuoriusciti delle più consolidate consorterie e ad esse contrapposta.

Direzione Investigativa Antimafia