I Casamonica potevano contare su una rete di alleanze in carcere con camorra e ’Ndrangheta
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MAFIA 41-BIS I Casamonica potevano contare su una rete di alleanze in carcere con camorra e ’Ndrangheta 17/04/2019 

I Casamonica, raccontano collaboratori e testimoni di giustizia, potevano contare su una rete di «alleanze» imbastite in carcere, con camorra e ’Ndrangheta. Michele Senese, originario di Afragola e trasferitosi a Roma all’inizio degli anni Ottanta, per seguire gli affari dell’organizzazione di Carmine Alfieri, è uno dei ganci per l’approvvigionamento di stupefacenti (cocaina, soprattutto). Mentre, sempre per reperire quantitativi di droga, la famiglia malavitosa di origine rom, si interfaccia pure con le cosche calabresi di San Luca.

Illuminanti, sul versante dei rapporti esistenti tra il clan della Romanina (zona orientale della Capitale) e le altre organizzazioni, sono le dichiarazioni di Debora Cerreoni, vale a dire la ex compagna di Massimiliano Casamonica. La donna a un certo punto, non riesce più a sostenere né il legame col marito né la vita all’interno della comunità rom e comincia a collaborare con la giustizia.

«I Casamonica sono malati di potere, hanno la necessità di dimostrare che sono potenti e questo, dal loro punto di vista, si dimostra, mediante i rapporti con altre organizzazioni criminali e mediante l’ostentazione di un lusso sfrenato», racconta Cerreoni. Che poi continua la narrazione ai pm, relativamente al rapporto dei Casamonica con la camorra. Sono notizie che la donna ha acquisito per i lunghi trascorsi in seno alla famiglia malavitosa.

«Qualche anno fa, Pasquale Casamonica fu ristretto in un carcere di massima sicurezza in Campania, e in tale occasione riuscì ad instaurare rapporti con persone di notevole spessore criminale. A tal riguardo ricordo di aver sentito dire da Liliana Casamonica (cognata di Cereoni, in quanto sorella di Massimiliano Casamonica) che all’interno del carcere Pasquale era “protetto” da un personaggio di grande carisma e rispetto, ma non so di preciso di chi si trattasse», afferma la donna escussa dai magistrati il 18 luglio del 2015.

«Inoltre – dichiara Cerreoni – come ho già riferito in precedenti verbali, anche il mio ex compagno, Massimiliano Casamonica, in carcere aveva instaurato rapporti con personaggi importanti, in particolare con Michele Senese, all’interno del penitenziario di Livorno».

La circostanza, sottolinea Cerreoni, le sarebbe stata riferita dalla compagna dello stesso Domenico. «Questo boss – dice ancora la donna – fu scarcerato prima di Domenico e in una occasione, io l’ho visto nell’abitazione di Vicolo di Porta Furba (dove vivevano alcuni nuclei dei Casamonica), dove si era recato già in altre circostanze per conoscere i parenti di Domenico».

Fondamentali sono state le dichiarazioni della testimone di giustizia Debora Cerreoni nell’ambito dell’inchiesta, che nei giorni scorsi, attraverso l’operazione «Gramigna bis» ha portato all’esecuzione di 23 misure di custodia cautelare. Tra i destinatari dell’ordinanza anche sette donne.

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