Ministero della Giustizia, atto di indirizzo per il 2019: ecco le decisioni per Polizia Penitenziaria e carceri
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Ministero della Giustizia, atto di indirizzo per il 2019: ecco le decisioni per Polizia Penitenziaria e carceri

03/10/2018 


Il Ministro della giustizia Alfonso Bonafede ha pubblicato l’atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2019.

Ecco le decisioni per Polizia Penitenziaria e carceri.

DIRETTIVE

1)Il rilancio di una politica sul personale, verso la piena copertura ed eventuale ampliamento delle piante organiche e la creazione di un ambiente di lavoro orientato al benessere organizzativo, per il tramite di politiche del personale che dovranno tendere al completamento delle piante organiche del personale dell’amministrazione giudiziaria, della magistratura (anche prevedendo ampliamenti della pianta organica), nonché della Polizia Penitenziaria, tramite lo scorrimento delle graduatorie e di nuovi concorsi di carattere straordinario anche in aggiunta alle facoltà assunzionali previste; dando impulso alle riqualificazioni, agli interpelli, alle progressioni economiche ed alla formazione; incentivando l’adozione di modelli organizzativi tesi a promuovere il benessere fisico, psicologico dei lavoratori, scongiurando, in particolare, l’insorgere di aggressioni e di incidenti in danno del personale di Polizia Penitenziaria - valorizzandone, attraverso specifica formazione, la professionalità - e idonei a ridurre lo stress lavoro-correlato garantendo supporto al personale spesso esposto a situazioni di tensione e sviluppare una politica del personale; riconoscendo il ruolo dei magistrati onorari, tramite una revisione della disciplina ordinamentale, affrontando anche le questioni attinenti al trattamento ad essi spettante ed alle coperture previdenziali ed assistenziali.

4) I luoghi della giustizia. Razionalizzazione della spesa ed efficientamento delle strutture penitenziarie e giudiziarie. Per far fronte al fenomeno del sovraffollamento degli istituti penitenziari e garantire condizioni di dignità per le persone detenute, avviando in primo luogo il ripensamento complessivo degli spazi detentivi attraverso la realizzazione di nuove strutture, l’ampliamento ed ammodernamento delle attuali, nonché la nuova destinazione di edifici pubblici dismessi; aumentando in maniera consistente le risorse destinate alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle carceri e implementando i sistemi di scurezza, rivedendo il protocollo della c.d. ‘sorveglianza dinamica’ e mettendo in piena efficienza i sistemi di sorveglianza; intervenendo in maniera incisiva per il miglioramento della qualità della vita degli agenti di Polizia Penitenziaria, in termini di idoneità e vivibilità degli ambienti lavorativi; rinnovando con riferimento alla sicurezza degli uffici giudiziari, lo sforzo per un puntuale monitoraggio delle strutture, assicurando tempestivi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

6) Un nuovo modello di esecuzione penale tra certezza della pena e dignità della detenzione, da attuarsi mediante la rimodulazione della precedente riforma dell’ordinamento penitenziario; valorizzando il lavoro come forma principale, assieme alla cultura, di rieducazione e reinserimento sociale della persona condannata; implementando le attività di istruzione, formazione professionale, avviamento al lavoro all’interno e all’esterno degli istituti penitenziari e di partecipazione a progetti di pubblica utilità; sviluppando il modello di integrazione con le risorse del territorio, nonché l’attuazione di progetti europei e la stipula di protocolli; potenziando l’assistenza sanitaria e psichiatrica dei detenuti ed internati, con l’accesso tempestivo a prestazioni sanitarie e alle informazioni complete sul proprio stato di salute; garantendo ai detenuti che non prestano lavoro all'aperto, un periodo di ore d’aria più prolungato rispetto all’attuale; assicurando, qualora ne ricorrano i presupposti – approfonditamente vagliati – , alle madri detenute la possibilità di tenere con sé i figli fino all'età di tre anni presso apposite strutture in aree adeguate alla cura e all'assistenza dei bambini in condizioni di totale sicurezza, tendendo altresì alla realizzazione di una rete territorialmente omogenea di ICAM; modulando gli spazi negli istituti penitenziari al fine di rendere più agevoli, ove compatibile con le esigenze di sicurezza, i colloqui dei detenuti.

 

 

PREMESSE

 

CARENZE DI ORGANICO

Le direttrici fondamentali dovranno innanzitutto riguardare il personale dell’Amministrazione, nella consapevolezza che, dopo la razionalizzazione delle piante organiche e il loro adeguamento alle reali esigenze delle singole strutture territoriali, le scoperture di personale (tanto amministrativo, che relativo ai magistrati) rappresentano uno dei maggiori ostacoli al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Dunque, massima attenzione sarà assegnata alla copertura delle piante organiche, sia operando con lo scorrimento delle graduatorie già in essere, che indicendo nuovi concorsi.

 

RIFORMA ORDINAMENTO PENITENZIARIO

Risulta decisivo un ripensamento della riforma dell’ordinamento penitenziario, il quale dovrà necessariamente fondarsi su due pilastri imprescindibili: la certezza della pena (intesa quale effettiva corrispondenza tra la pena oggetto di condanna definitiva e il percorso dell’esecuzione penale) e la dignità della persona sottoposta a detenzione (sia sotto il profilo delle condizioni di detenzione in senso stretto, che con riferimento alla valorizzazione del lavoro quale strumento ideale di reinserimento sociale).
Si tratta di principi entrambi necessari e posti in diretta e consequenziale correlazione tra loro, per il perseguimento dei quali sarà necessario intraprendere una politica indirizzata al potenziamento delle strutture carcerarie (tramite recupero, razionalizzazione e completamento degli istituti già presenti e attraverso la realizzazione di nuove strutture), affiancandola ad un’azione di cooperazione internazionale (che possa rendere effettivo il rimpatrio di detenuti stranieri).

 

POLIZIA PENITENZIARIA

Quanto al Corpo di Polizia Penitenziaria, la revisione dei ruoli attuata con decreto legislativo n. 95/2017 a seguito della legge delega 7 agosto 2015, n. 124 ha comportato la rideterminazione della dotazione organica, con conseguente redistribuzione della dotazione dei Provveditorati, degli Istituti, degli Uffici dell’Amministrazione Penitenziaria e dei reparti.

GIUSTIZIA MINORILE - La distribuzione del personale del Corpo di Polizia Penitenziaria dovrebbe anche consentire di definire l’organico a disposizione del Dipartimento della Giustizia minorile e di comunità, con relativa distribuzione della dotazione organica del personale del Corpo all’interno delle sedi e degli Uffici facenti capo a tale Dipartimento.
Sarà necessario perseguire politiche trasparenti di gestione del personale della Polizia Penitenziaria e dovranno essere adottati modelli organizzativi in grado di ridurre e prevenire le aggressioni al personale in questione e gli incidenti.

PREVENZIONE SUICIDI POLIZIOTTI - Sotto questo versante tengo a sottolineare di aver recentemente attivato, di concerto con il Ministero degli Interni-Dipartimento della Pubblica Sicurezza- un progetto volto alla costituzione dell’Osservatorio permanente sul fenomeno suicidiario tra gli appartenenti alle Forze di Polizia, volto ad analizzare ed a prevenire la problematica de quo.

ORGANICO - Sul medesimo versante ritengo fondamentale, al fine di dare continuità alle indicazioni programmatiche stabilite nell’atto di indirizzo, provvedere a colmare le ingenti scoperture presenti nel corpo di Polizia Penitenziaria, attraverso certo la riorganizzazione e razionalizzazione delle risorse, ma anche e soprattutto tramite il reclutamento di nuovo personale. Al tempo stesso sarà necessario assicurare copertura agli istituti penitenziari minorili ed agli Uffici di esecuzione penale esterna. Questi ultimi, infatti, divenuti articolazioni territoriali del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità a seguito della riforma del Ministero di cui al D.P.C.M. 84/2015 e distinti in uffici distrettuali ed interdistrettuali di esecuzione penale esterna, necessitano di personale in numero adeguato e professionalmente preparato.

FORMAZIONE - Parallelamente al potenziamento dell’organico, occorrerà dare una concreta attenzione al profilo della formazione del personale della Polizia Penitenziaria, baluardo per il corretto approccio dei singoli ai loro adempimenti professionali.

 

EDILIZIA PENITENZIARIA

Analogo impegno dovrà essere rivolto alla razionalizzazione e modernizzazione del patrimonio edilizio destinato ad uso penitenziario.
Per fronteggiare in modo adeguato il fenomeno del sovraffollamento degli istituti e per garantire dignitose condizioni di vita alle persone detenute, è indispensabile attuare un piano per l’edilizia penitenziaria che preveda la realizzazione di nuove strutture, l’ampliamento ed ammodernamento delle attuali, nonché la nuova destinazione di edifici dismessi.
Tali misure dovranno essere veicolate in seno al comitato paritetico interministeriale per l’edilizia penitenziaria, che provvede alla programmazione degli interventi in materia e che è stato di recente riattivato su impulso di questo Dicastero.
Al contempo, è indispensabile aumentare in maniera consistente i fondi destinati alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle carceri. In questo senso l’attenzione sarà rivolta anche alla realizzazione di condizioni di sicurezza nelle carceri, rivedendo il protocollo della c.d. “sorveglianza dinamica” e mettendo in piena efficienza i sistemi di videosorveglianza.

 

ANTITERRORISMO POLIZIA PENITENZIARIA

la stessa attività di osservazione e monitoraggio continuerà ad essere svolta dalla Polizia Penitenziaria proprio per neutralizzare i fenomeni di radicalizzazione e proselitismo. Il Terrorist Screening Center costituisce la forma più avanzata di questo sistema, consentendo lo scambio di informazioni a livello internazionale. Sulla stessa linea operativa sta per essere attivato il Laboratorio centrale per la banca dati del DNA istituito presso il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria sulla scorta di quanto previsto dalla legge 85 del 2009.
Le iniziative che il Ministero ha inteso proporre e sostenere a livello europeo sono poi costituite dai Progetti europei denominato RAN (Radicalisation Awareness Network) e TRAin Training (Transfer Approaches in Training) che si prefiggono l’obiettivo di selezionare le condotte di radicalizzazione violenta e di visualizzare le caratteristiche tipiche del fenomeno sempre al fine di creare un canale fluido ed operativo di scambio di informazioni al livello internazionale.
Il controllo in questione si svolge, a livello interno, anche attraverso la creazione di archivi dove tali dati vengono raccolti e condivisi con il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (C.A.S.A.), le Forze di Polizia e l’Autorità giudiziaria. Tale attività consente di rendere destinatari di provvedimenti di espulsione i detenuti identificati come “pericolosi” o, comunque, di svolgere attività di prevenzione e controllo ad opera delle forze di Polizia.

 

41-BIS

Altro delicato e nevralgico punto da esaminare riguarda il trattamento dei detenuti sottoposti al regime del 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario. Le considerazioni sin qui svolte con riferimento alla condizione del detenuto in carcere ed alla qualità della vita carceraria vanno bilanciate in questo particolare ambito di analisi con valori costituzionali di analogo rilievo. Tale obiettivo può realizzarsi attraverso la piena attuazione del contenuto normativo di cui all’art. 115 del D.P.R. 230/2000 che prevede sulla scia delle indicazioni europee l’introduzione di sofisticati sistemi di monitoraggio idonei ad innalzare il livello delle condizioni detentive nei casi in questione.