Nuovo padiglione per il carcere di Bologna Rocco D'Amato: 200 posti in più per la Dozza, i lavori da marzo
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Nuovo padiglione per il carcere di Bologna Rocco D'Amato: 200 posti in più per la Dozza, i lavori da marzo

13/02/2019 


Via ai lavori entro marzo: due anni di cantieri e fondi per 10 milioni. Il carcere della Dozza avrà un nuovo padiglione da 200 posti. I lavori inizieranno entro marzo e costeranno poco più di 10 milioni di euro. La capienza complessiva considerata regolare di detenuti passerà così a 700 posti. Il nuovo settore avrà una superficie in pianta di circa 960 metri quadrati, articolati su cinque piani fuori terra e un piano tecnico seminterrato.

Nelle carte del provveditorato del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti si legge che, oltre al padiglione, entro il 2021 saranno realizzati anche quattro cortili di passeggio per la permanenza all'aperto dei detenuti. Un corridoio collegherà la nuova area al resto dell'istituto penitenziario. Il progetto prevede inoltre l'adeguamento e l'ampliamento del settore colloqui già esistente per renderlo idoneo alla maggiore capienza.

"A oggi l'attività di verifica sui lavori è conclusa - spiega il provveditore interregionale per le opere pubbliche Pietro Baratono - stiamo aspettando il rapporto di verifica che validerà il progetto". A dicembre i detenuti presenti erano 803, di cui 77 donne. Si tratta al 57% di stranieri, che rappresentano 51 nazionalità diverse.

I reati commessi più di frequente sono quelli legati allo spaccio di stupefacenti. Oltre un terzo della popolazione detenuta complessiva, 256 uomini e 19 donne, ha problematiche certificate di tossicodipendenza. La capienza regolamentare del carcere è di 500 posti. Da anni la Dozza soffre di sovraffollamento. Il nuovo padiglione cercherà di rispondere alle esigenze di spazio. Ma non risolverà le carenze del personale, in particolare delle professionalità pedagogiche. Sono infatti appena otto gli educatori effettivamente in servizio. "Parliamo di un educatore ogni 60 condannati in via definitiva - stima Antonio Ianniello, garante per i diritti delle persone private della libertà personale - ed è drammatico pensare che i lavori partano con l'organico invariato".

Una carenza già critica al momento e che potrebbe diventare sempre più "preoccupante", sottolinea il garante, qualora all'ampliamento della struttura non seguisse anche quello del personale. "Già qualche anno fa il Tribunale di sorveglianza si era espresso sul punto - prosegue Ianniello - definendo grave ed eclatante la carenza in termini numerici degli educatori nel carcere di Bologna".

Secondo un rapporto curato dalla Camera penale di Bologna "Franco Bricola" risalente a settembre, alla Dozza i detenuti vivrebbero una "totale assenza di socialità", trascorrendo appena un'ora al giorno al di fuori delle rispettive celle.

Con l'aggravante che lo scarso numero di educatori renderebbe "difficile" garantire a tutti "un percorso di rieducazione e reinserimento". Il piano 2019-2020 per l'inclusione socio-lavorativa dei detenuti prevede, tra gli altri, corsi professionali di pasticceria, sartoria e assemblaggio di componenti meccanici.

La Repubblica