Sondrio: tre detenuti evadono assistendo al film per soli carcerati meritevoli
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STORIA Sondrio: tre detenuti evadono assistendo al film per soli carcerati meritevoli 03/11/1968 

Dalle carceri di Sondrio - Uno è stato catturato subito dopo, ferito nel salto dal muro di cinta - Gli altri si sono eclissati.

Tre detenuti sono evasi dal carcere dì Sondrio: uno, Armando Borserini, di 22 anni, di Villa Tirano, è stato catturato subito dopo, ferito per una caduta, gli altri, Adriano Della Zoppa di 28 anni, di Delebio, ed Aldo Martinelli, venticinquenne, di Mello, sono riusciti a eclissarsi sotto una violenta pioggia.

L'evasione è avvenuta ieri sera alle 20 mentre i carcerati meritevoli, al termine della giornata festiva, stavano assistendo alla proiezione di un film nella sala appositamente allestita. A un certo punto, i tre si sono alzati dai loro posti, uno dopo l'altro, e, fingendo di recarsi al gabinetto, sono usciti dalla sala. Trovata aperta una porta che dà su un giardino interno, l'hanno varcata.

Il Della Zoppa, che malgrado sia claudicante dalla gamba sinistra per postumi di poliomielite, è dotato di un'agilità non comune al punto che lo hanno soprannominato « Anguilla », con un balzo è saltato sul tetto della chiesa del carcere; da lì, con delle lenzuola legate a guisa di fune, il Della Zoppa ha tirato su i due compagni di fuga. Dal tetto della chiesa i tre hanno raggiunto l'abside passando poi sul muro di cinta delle carceri alto una decina di metri. A questo punto è stato ancora il Della Zoppa a prendere l'iniziativa lanciando le lenzuola attorcigliate verso la sommità di un palo elettrico distante circa tre metri dal muro di cinta. Stabilito il collegamento tra il muro e il palo, il Borserini ha tenuto, dal muro, un capo ed il Della Zoppa si è calato aggrappandosi con le mani alla fune, scivolando quindi sul palo fino a terra, in un campo sportivo. Lo stesso percorso ha fatto, poco dopo, il Martinelli. " Per ultimo il Borserini, sostenendosi al capo della corda in suo possesso, si è lanciato verso il palo, ma è precipitato . al suolo dolorante: nell'urto egli ha riportato alcune fratture costali.

La fuga è stata scoperta poco dopo e l'edificio è stato subito circondato dalle guardie carcerarie armate di mitra alle quali si sono poi aggiunti i carabinieri. Il Borserini è stato catturato subito; gli altri due sono riusciti a fuggire, aiutati dalla nebbia e dall'oscurità.

La Stampa, 3 novembre 1968


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