Tragedia carcere di Rebibbia: Ministro Bonafede scrive su Facebook contro le dichiarazioni dell'ANM, dei Sindacati di Polizia e Saviano
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Tragedia carcere di Rebibbia: Ministro Bonafede scrive su Facebook contro le dichiarazioni dell'ANM, dei Sindacati di Polizia e Saviano

22/09/2018 


Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha pubblicato un post su Facebook riguardante latragedia avventuta nel carcere femminile di Roma Rebibbia dove una madre detenuta ha ucisso i suoi due figli. Ecco il testo del post:

Qualche giorno fa nel carcere di Rebibbia si è consumata una tragedia: una mamma detenuta ha ucciso i suoi due figli.

Appena ho appreso la notizia, mi sono subito recato a Rebibbia e, subito dopo, al Bambin Gesù per avere notizia del bimbo che ancora lottava per la vita.

Il mattino seguente dal Ministero sono partiti provvedimenti di sospensione dei vertici di quel reparto del carcere.

In questi giorni, come avrete potuto notare, non ho proferito parola. Di fronte alla morte di due bambini e alle indagini in corso su questa tragedia l’unica cosa da fare è stare in silenzio e attendere che la magistratura accerti quello che è successo.

Ed è proprio per rispetto nei confronti della magistratura e delle persone coinvolte che non ho mai reso noto i dettagli delle ragioni per cui ho preso i provvedimenti di sospensione cautelare.

Adesso, però, basta.

A cominciare dai sindacati che hanno difeso la categoria a prescindere dalla conoscenza dei fatti di cui non sanno esattamente nulla.

I politici, invece, hanno deciso di parlare e intavolare un vergognoso dibattito sulla legge: in particolare, cosa sarebbe accaduto o meno con un'altra legge.

Tutto, ovviamente, senza sapere cosa è accaduto ma non importa: l’uccisione di due bambini appresa da qualche giornale diventa l’occasione per elucubrazioni legislative da sciacalli della strumentalizzazione. Tra di loro ci sono gli stessi che hanno bloccato la loro riforma dell’ordinamento penitenziario sotto elezioni perché era troppo impopolare... ma questo non lo dicono.

Infine, quelli da cui meno me lo sarei aspettato: i magistrati.

Il segretario generale dell'Anm è entrato nel dibattito, discertando sull'ordinamento penitenziario e strumentalizzando politicamente questa tragica vicenda.

Ed ecco il paradosso: io, per rispetto dei magistrati e delle indagini, non ho detto nulla. I magistrati invece sì.

L'Anm evidentemente non è neanche stata in grado di cogliere il rispetto che io ho avuto.

Poi - vabbè, ma figuriamoci se poteva mancare - si è espresso anche Roberto Saviano, immancabile ciliegina sulla torta di qualsiasi dibattito possa creare un po’ di clamore.

A tutte queste persone, vorrei chiedere: sapete cosa è accaduto? Lo sapete? Sapete cosa è successo martedì scorso a Rebibbia?

Prima di commentare la morte di due bambini non sarebbe stato giusto stare in silenzio, mostrare un minimo rispetto per una tale tragedia, e non parlare a tutti i costi solo perché si ricopre un ruolo pubblico?

Io rispetto l'opinione di tutti. E credo che le critiche più aspre rappresentino uno stimolo fondamentale per chi vuole governare.

Ma c’è un limite a tutto! Abbiate rispetto delle indagini della magistratura e, successivamente, dopo avere avuto una minima idea dei fatti, parleremo dell’ordinamento penitenziario, di leggi, di responsabilità e di tutto quello che vorrete.

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Pubblicato da Polizia Penitenziaria su Mercoledì 10 ottobre 2018