Bonafede sulla riforma penitenziaria: mina alla base il principio delle certezza della pena, interverremo
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NOTIZIE Bonafede sulla riforma penitenziaria: mina alla base il principio delle certezza della pena, interverremo 07/06/2018 

Luca De Carolis, giornalista de Il Fatto Quotidiano, ha intervistato Alfonso Bonafede per chiedere le priorità del Governo sul tema della Giustizia. Ecco un estratto dell'intervista.

Il neo-ministro della Giustizia indica le sue priorità. Interverrà sul decreto sulle intercettazioni. Riscriverà il decreto attuativo della riforma penitenziaria, "perché mina la certezza della pena". E sulla riforma della prescrizione promette che "si farà".

In pillole, i primi obiettivi del neo-ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Uno dei maggiorenti dei Cinque Stelle, dimaiano di ferro. L'avvocato che ha portato nel Movimento un collega, l'attuale premier Giuseppe Conte.

Bonafede, il Guardasigilli a 5Stelle. Bel peso, no?
Appena arrivato in ministero venerdì ho voluto incontrate tutti i dipendenti, per far capire che ci deve essere un nuovo rapporto tra la politica e chi lavora nell'amministrazione.

Un altro nodo è il decreto attuativo della riforma penitenziaria, che estende le misure alternative al carcere...
Quel provvedimento mina alla base il principio della certezza della pena. Interverremo sicuramente. Ma dobbiamo capire se si può riscrivere il decreto attuativo, non incorrendo nell'eccesso di delega, oppure se sarà necessaria rifare l'intera legge delega.

Che punti toccherebbe?
Innanzitutto, l'allargamento della platea con l'estensione della sospensione della pena ai condannati fino a 4 anni di carcere (ora ne possono beneficiare i condannati fino a 3 anni, ndr).

Allargare l'applicazione delle misure alternative è una misura di civiltà, nonché un modo per decongestionare le carceri, non crede?
Sono solo interventi deflattivi. Servono provvedimenti strutturali.

Ne costruirete di nuove, promette il contratto. Quante e con quali soldi?
La priorità sarà ristrutturare gli istituti attuali, che spesso hanno settori chiusi per assenza di manutenzione. E faremo presto delle stime dei costi. Ma questo non è fatto in ottica punitiva. Vogliamo garantire l'umanità della pena, e crediamo nella sua funzione rieducativa, che per noi passa innanzitutto attraverso il lavoro in carcere.

È vero che chiamerà i magistrati Nino Di Matteo e Piercamillo Davigo a collaborare con lei...
È prematuro parlare di nomi, devo costruire la squadra.

Il Fatto Quotidiano

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