Di Maio sulle aggressioni ai Poliziotti: la vera legittima difesa la dobbiamo introdurre per i servitori dello Stato
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NOTIZIE Di Maio sulle aggressioni ai Poliziotti: la vera legittima difesa la dobbiamo introdurre per i servitori dello Stato 14/04/2019 

Il leader M5S irrompe sul terreno di Salvini: servono aggravanti per chi compie violenze contro le forze di polizia e militari, insomma verso chi opera nel comparto sicurezza. Uno sfogo. Forse qualcosa di più. La sparatoria e la morte del maresciallo Vincenzo Di Gennaro a Cagnano Varano ha colpito Luigi Di Maio. Il vicepremier pentastellato ricevuta la notizia si è fermato, ha chiamato il suo ministro della Difesa Elisabetta Trenta, ha preso informazioni, e ha sentito Conte.

Poi ha sbottato: "Ora basta, non è la prima aggressione che fanno contro un servitore dello Stato. Quel che è accaduto a Cagnano Varano non può restare impunito. Quel criminale deve pagare ma anche il governo deve dare una risposta e la deve dare subito", ha detto il leader Cinque Stelle. E precisa: "Qui abbiamo parlato tanto di legittima difesa ma la vera legittima difesa serve per le nostre forze di polizia. Per i nostri carabinieri, poliziotti, militari e per chiunque svolga una funzione a tutela della sicurezza dei cittadini. Ne parlerò con il ministro della Giustizia Bonafede e anche con il Viminale".

Di Maio - da quello che trapela dalle indiscrezioni - anticipa le sue intenzioni già al presidente del Consiglio: "Non è la prima volta che accade. Già a Roma con quei balordi che assalirono in pieno centro un nostro carabiniere, in quel momento il suo comportamento fu esemplare, ma ci è mancato poco - dice a Conte -. Poi ci sono stati i nostri militari di Strade Sicure aggrediti nei pressi di piazza San Pietro da un folle che gli tirò contro della benzina. Non se ne può più, dobbiamo rispondere con tutta la forza dello Stato".

Nella testa del vicepremier - che ieri ha presentato le cinque capolista per le Europee di maggio - prende corpo l'idea di inserire delle aggravanti per chi compie violenze contro le forze di polizia e militari, insomma verso chi opera nel comparto sicurezza, inclusi vigili del fuoco. Misura che potrebbe già trovare spazio in un provvedimento che Bonafede sta mettendo a punto con il ministro Grillo sulla violenza contro medici e funzionari degli ospedali. Non a caso nel pomeriggio intervengono i deputati Cinque Stelle della commissione Difesa alla Camera. "L'intervento dello Stato sui territori preda delle organizzazioni criminali sarà immediato e deciso".

"Quel maresciallo è uno di noi e dobbiamo far passare un messaggio chiaro: lo Stato non si tocca", ha ripetuto più volte di Maio. Il vicepremier nel prendere informazioni ha chiesto di approfondire la valutazione degli aspetti tecnico giuridici delle potenzialità delle forze di polizia in questi contesti, quelli in cui vengono aggrediti. "Legge più severe per chi li insulta, servono aggravanti anche in questo senso - ha detto all'inner circle. Penso a quel delinquente di Verona che è andato testa a testa con la poliziotta. Dobbiamo dotarci di nuovi strumenti giuridici. Ripeto: la vera legittima difesa serve alle nostre forze di polizia".

Parole che ovviamente fanno pensare a tutte le polemiche e le frizioni che ci sono state negli ultimi mesi tra Movimento e Lega per la riforma sulla legittima difesa voluta dal Carroccio (e diventata legge a marzo). Un modo anche per compattare i Cinque Stelle su un argomento, quello della sicurezza, dove non sono mancate le ruggini. Il vicepremier pentastellato - che oggi partirà per la tre giorni con le imprese negli Emirati Arabi, primo tassello della strategia per il rilancio dell'export - non ha intenzione di far cadere il discorso e probabilmente lo inserirà tra i temi da trattare nei vertici a tre di Palazzo Chigi, summit che saranno nei prossimi mesi a cadenza settimanale.

Corriere della Sera


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