L'agente di Polizia Penitenziaria Sissy Trovato Mazza ritornata a Taurinova
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NOTIZIE L'agente di Polizia Penitenziaria Sissy Trovato Mazza ritornata a Taurinova 20/07/2018 

Questa mattina la ragazza ha lasciato il centro di riabilitazione di Zingonia per fare rientro a casa dalla famiglia. E' ancora in stato vegetativo

“Sissy è rientrata nella sua amata Calabria questa mattina. Accanto a lei la sua famiglia, adesso di nuovo riunita. Nessun’altra novità sulle condizioni di salute di Sissy che rimangono invariate”.

Con un post pubblicato nella pagina Facebook “Sissy tutti qui per te”, gli amici della giovane agente di Polizia Penitenziaria, in coma da quasi due anni a seguito di una ferita d’arma da fuoco alla testa, hanno salutato il ritorno a Taurianova della ragazza.
Sissy Trovato Mazza ha lasciato l’ospedale di Zingonia, nella bergamasca, per fare rientro nella sua città, accolta dai familiari e dagli amici. Qui certamente non le mancheranno l’affetto dei cari ed il sostegno degli amici che lottano da due anni per fare luce sulla misteriosa vicenda che ha coinvolto l’agente di Polizia Penitenziaria.

Era l’1 Novembre di due anni fa, e Sissy si trovava in servizio nell’ospedale civile di Venezia, dove doveva controllare una detenuta che da poco aveva partorito. Quel giorno inizia il calvario per la ragazza ed i suoi familiari: viene ritrovata a terra, prova di sensi, con una ferita di arma da fuoco alla testa.

Un tentativo di suicidio, secondo la Procura di Venezia che vorrebbe archiviare l’indagine; un tentato omicidio, invece, per i familiari di Sissy, che non accettano la versione sostenuta dai magistrati veneziani.

Troppe lacune, secondo la difesa della famiglia Trovato Mazza, nell’indagine condotta dal pm del Tribunale di Venezia. C’è una pistola priva di impronte, quella di Sissy, da cui sarebbe stato esploso il colpo, ma Sissy non portava i guanti quel giorno, e se fosse stata lei a tentare di uccidersi sulla pistola sarebbero state ritrovate le impronte digitali sue.

C’è il cellulare di Sissy ritrovato nell’armadietto della caserma “Giudecca” di Venezia il 3 Novembre del 2016, ma che al telefono, al legale dei familiari della ragazza, gli inquirenti avevano detto di aver sequestrato subito dopo l’avvio delle indagini, ovvero il 1 Novembre del 2016.

Troppo lontane la giustizia e la verità in questo caso, ma familiari ed amici non si arrendono.

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