Riordino con più poteri alla Polizia Penitenziaria, sindacato: assurdi allarmismi di camere penali e direttori penitenziari
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NOTIZIE Riordino con più poteri alla Polizia Penitenziaria, sindacato: assurdi allarmismi di camere penali e direttori penitenziari 06/11/2019 

"Non c'è nessuna 'deriva securitaria', gli allarmismi sono gravi e assurdi". Lo dichiara il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. "Negli ultimi giorni - osserva il sindacato in una nota - abbiano letto articoli e dichiarazioni alla stampa critici verso l'annunciato nuovo riordino delle carriere del Corpo di Polizia Penitenziaria. Quel che si critica è non già l'intero assetto previsto per il Corpo ma un aspetto, in particolare: quello che toglierebbe poteri ai direttori d'istituto per trasferirli al comandante. L'Osservatorio Carcere dell'Unione delle Camere Penali, associazione di penalisti, è arrivato a parlare di 'disegno (criminoso)'. Cosa lamentino i dirigenti penitenziari - direttori penitenziari che non vestono l'uniforme della Polizia Penitenziaria, non hanno alcuna preparazione e/o attitudine di polizia e né hanno superato alcuna selezione per entrare a farne parte - non è davvero dato comprendere".

''Sulle carceri c'è chi parla di possibile 'deriva securitaria' quando nel sistema penitenziario italiano - finora gestito dai direttori penitenziari - oggi si registrano gravi episodi di violenza ed aggressione ai nostri agenti; i detenuti arrivano a chiamare il 112 dalla camera detentiva con telefonini di cui illegittimamente sono in possesso; le situazioni strutturali sono al collasso; la gestione delle relazioni sindacali e del benessere del personale è ai minimi storici con elevatissima conflittualità sindacale; i reclusi saltano i muri di cinta con le lenzuola annodate come nei film, e la lista otrebbe proseguire - prosegue -. Esaltano la terzietà, l'equilibrio e l'imparzialità dei vertici degli istituti penitenziari a vantaggio di una ''conduzione rispondente a princìpi di equità ed umanità'', però al contempo ed incoerentemente i dirigenti penitenziari vogliono continuare a stare a capo di un Corpo di Polizia a cui non appartengono e che hanno condotto allo sbando, spesso anche a causa di una fuorviante deriva ideologica".

Il sindacalista auspica che il "ministro della Giustizia Bonafede continui a porre attenzione alla crescita del Corpo di Polizia Penitenziaria e condivida con noi l'esigenza, ormai avvertita da tutti, di addivenire al più presto all'unificazione della dirigenza, con possibilità di transito dei dirigenti penitenziari in altre amministrazioni, qualora  non volessero entrare a far parte del Corpo; tale modifica ordinamentale dovrebbe prevedere anche l'istituzione dei ruoli tecnici dei medici, degli psicologi, dell'area socio pedagogica e amministrativo contabile. È giunto il momento che i vertici dell'Amministrazione provengano dal Corpo di Polizia Penitenziaria".

Adnkronos

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