Scarcerato l'ex direttore Porcino: i reati di corruzione, peculato, falso, turbata liceitÓ degli incanti, tentata truffa, ritenuti poco gravi dal Riesame
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NOTIZIE Scarcerato l'ex direttore Porcino: i reati di corruzione, peculato, falso, turbata liceitÓ degli incanti, tentata truffa, ritenuti poco gravi dal Riesame 03/01/2019 

Ha lasciato Reggio Calabria, sua città di origine, dove dal luglio 2018 l’ex direttore del carcere di via Gleno, Antonino Porcino, 65 anni, si trovava ai domiciliari da una conoscente della sorella. Motivi di salute, esami medici specifici da sostenere sono alla base della richiesta presentata dai suoi avvocati, Marco e Riccardo Tropea, a cui la Procura non si è opposta.

E così Porcino ha potuto trascorrere il Natale respirando aria famigliare, nel suo appartamento di Lallio, lo stesso dove i finanzieri, durante le perquisizioni a seguito delle indagini, avevano trovato water nuovi, tubi, risme di carta provenienti dal carcere. L’ex direttore non è più ai domiciliari ma ha l’obbligo di dimora. Il suo arresto (11 giugno 2018) era scattato dopo l’inchiesta della Procura (pm Maria Cristina Rota e il collega Emanuele Marchisio) con pesanti le pesanti accuse nei suoi confronti: corruzione, peculato, falso, turbata liceità degli incanti, tentata truffa. Accuse che gli avevano spalancato le porte del carcere: prima a Parma e poi a Ferrara. Dopo 26 giorni la scarcerazione, anche su decisione del Riesame che nella sua motivazione aveva sottolineato come l’unico fatto grave fosse la corruzione.

Ovvero la mazzetta chiesta agli imprenditori della Alfa Espress di Urgnano per installare i distributori automatici di bevande e tabacchi nel carcere di Monza. I pm erano andati in udienza a Brescia per opporsi alla richiesta di scarcerazione dei legali dell’ex direttore del carcere, già bocciata dal gip Lucia Graziosi, firmataria dell’originaria misura cautelare. Corruzione a parte, peculato, falso (i certificati di malattia), tentata truffa, secondo i giudici bresciani non hanno rappresentato condotte così gravi da giustificare l’arresto. L’inchiesta ha fatto emergere altri gravi episodi a carico di Porcino, come le ripetute avance a sfondo sessuale nei confronti di alcune figure femminili che prestavano servizio nel penitenziario di via Gleno.

ilgiorno.it


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