Torino: pochi posti in carcere per i nuovi arrestati. La Magistratura concede la libertÓ provvisoria per i casi meno gravi
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STORIA Torino: pochi posti in carcere per i nuovi arrestati. La Magistratura concede la libertÓ provvisoria per i casi meno gravi 03/05/1969 

Pochi posti in carcere per i nuovi arrestati. La Magistratura concede la libertà provvisoria per i casi meno gravi - Si sollecita il ripristino di un braccio delle «Nuove».

Le conseguenze della rivolta alle « Nuove » si fanno sempre più gravi. Il carcere torinese, a parte la sezione « penale » e l'Infermeria, non è assolutamente ln grado di accogliere detenuti. L'autorità giudiziaria dispone di 4-5 posti, necessariamente riservati a coloro che, anche dalle più lontane case di pena, vengono portati a Torino, in « traduzione straordinaria », per subire processi da tempo fissati Costoro, dopo il dibattimento ritornano al carcere di provenienza e talvolta non | trascorrono nemmeno la notte in corso Vittorio.

Sono in atto i lavori per riattivare un « braccio », che assicurerà 70 posti. Le riparazioni dovevano essere portate a termine per la metà di questo mese, ma è ormai certa una proroga di almeno 15 giorni. In ogni caso, dei 70 posti disponibili, una cinquantina sono rivendicati dall'ufficio istruzione. Le inchieste giudiziarie, infatti, debbono essere condotte a termine entro margini di tempo stabiliti dalla legge: se si superano, i giudicanti hanno diritto di essere rimessi in libertà. Il problema è aggravato dai nuovi arresti, che ogni giorno, fatalmente, vengono compiuti.

La Procura della Repubblica, per i reati meno gravi, che non comportano l'obbligo della carcerazione preventiva, è costretta a concedere nel giro di pochi giorni la libertà provvisoria, anche quando obbiettive considerazioni dl sicurezza consiglierebbero la custodia degli arrestati. Per i casi più gravi, invece, è necessario trovare dei posti in altre carceri, ma tutti gli istituti del Piemonte sono ormai sovraffollati. Scarse possibilità rimangono soltanto ad Acqui, Cuneo e Mondovì.

La magistratura torinese intende rivolgersi anche alle autorità -di Genova e Milano; nelle carceri di queste città, che hanno subito danni non gravi, la situazione dovrebbe essere migliore anche perché gli elementi più riottosi sono stati sfollati. Si è persino pensato alle carceri militari 'di Peschiera del Garda, ma anche quelle sono al completò. « E' indispensabile — ci ha detto un alto magistrato — accelerare al massimo i lavori di ripristino delle " Nuove ". In caso contrario il.problema si aggraverà fino al punto di bloccare l'attività giudiziaria penale ».

Per i 200 detenuti rimasti alle « Nuove », il cardinale ha celebrato la messa della comunione pasquale. La cerimonia si è svolta nella cappella che non ha subito quasi devastazioni. « Un gruppo di detenuti — ci ha detto il cappellano — ha impedito l'ingresso ai rivoltosi che volevano compiere anche qui la loro opera dl distruzione.

La Stampa 3 maggio 1969


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