Un Poliziotto penitenziario e un contabile, arrestati dalla Polizia Penitenziaria e Polizia per peculato e coltivazione di cannabis nella colonia penale di Mamone
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NOTIZIE Un Poliziotto penitenziario e un contabile, arrestati dalla Polizia Penitenziaria e Polizia per peculato e coltivazione di cannabis nella colonia penale di Mamone 07/07/2020 

Ha coinvolto anche un impiegato amministrativo e un agente penitenziario della colonia penale di Mamone del Nucleo investigativo centrale della Polizia Penitenziaria e della polizia di Nuoro, che ha portato a 9 arresti, 5 dei quali eseguiti oggi. Ad altri due indagati è stato notificato l'obbligo di dimora.

Fra i reati contestati ai dipendenti del carcere c'è il peculato. In particolare, l'amministrativo indagato è accusato di aver coltivato cannabis per la produzione di marijuana in terreni del carcere, con la collaborazione dei suoi familiari. La piantagione era stata sequestrata l'estate scorsa dal Nuleo investigativo centrale e dalla Squadra Mobile di Nuoro.

I due operatori della colonia penale di Mamone, l'istruttore contabile, G. C., e l'agente della Polizia Penitenziaria, B. C., dovranno difendersi dalle accuse di peculato e ricettazione e sono stti arrestati con un provvedimento firmato dal gip del tribunale di Nuoro, Claudio Cozzella. 

I due sono indagati per aver sottratto, per venderli all'esterno, partite di carne, formaggio e legna, prodotti nell'attività di allevamento e silvicoltura della colonia penale, che si trova tra i comuni di Bitti e Onanì, in provincia di Nuoro. Nell'istituto era stata scoperta anche una coltivazione di cannabis per la produzione di marijuana.

L'inchiesta è stata coordinata dalla procuratrice della Repubblica di Nuoro, Patrizia Castaldini, e condotta dalla Polizia Penitenziaria assieme alla questura. Partita nel 2017, l'inchiesta ha anche un secondo filone investigativo, su attività illegali di coltivazione, produzione e vendita di marijuana, che ha portato ad altri tre provvedimenti di custodia cautelare, ai domiciliari, a carico di M. C., M. C. e M. P.

Nell'indagine per quest'ultimo reato, sono coinvolte anche altre due persone, ritenute complici nell'attività illecita, e per i quali il gip di Nuoro ha disposto l'obbligo di dimora nel comune di residenza.

I dettagli dell'inchiesta sono stati illustrati questa mattina in questura a Nuoro, dalla procuratrice Castaldini, insieme al capo della Mobile, Silvio Esposito, e al dirigente della Polizia Penitenziaria, Antonello Brancati.

Quanto al filone principale dell'indagine, per i reati di peculato e ricettazione, a carico dei due operatori dell'amministrazione penitenziaria, l'indagine è stata condotta con una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, dopo i primi sospetti della stessa polizia della colonia penale.

Nelle telefonate, a interloquire sarebbero i due imputati con persone che poi avranno il compito di ricevere la merce e piazzarla nel mercato. In una di queste comunicazioni si parla del trasporto fuori dalla colonia penale di 200 tonnellate di legna da ardere. Per quanto riguarda, invece, gli altri prodotti, in una conversazione telefonica ci si mette d'accordo per il passaggio all'esterno di 70 chilogrammi di carne; in un'altra ancora oggetto della contrattazione sono 40 chili di formaggio. Il contabile C. è accusato anche di aver sottratto alla cassa della colonia penale 5 mila euro.

AGI


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